“…La sabbia riempie i loro bicchieri e copre i loro corpi”

Da “Il tè nel deserto”

From “The sheltering sky”

Paul Bowles

Peter Bowles

Peter Bowles

C’è una storia che raccontano i beduini, la storia di Outka, Momouna e Aicha, tre ballerine, che hanno come unico desiderio quello di bere il tè nel Sahara. Un giorno si mettono in viaggio con una carovana di mercanti . Giunte nel deserto vanno alla ricerca della duna più alta e arrivate si riposano prima di bere il tè. Colte dalla stanchezza si addormentano e la sabbia riempie i loro bicchieri e copre i loro corpi.

 

Tè nel deserto

Tè nel deserto

 

” E’ curioso”,continuò la signora Ferry. ” Il deserto è un posto così grande , eppure niente va veramente perduto, mai”.

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Il narratore (Paul Bowles)
“Poichè non sappiamo quando moriremo, si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile; però tutto accade solo un certo numero di volte, un numero minimo di volte. Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio della vostra infanzia, un pomeriggio che è così profondamente parte di voi che senza neanche riuscireste a concepire la vostra vita – forse altre quattro o cinque volte, forse nemmeno. Quante altre volte guarderete levarsi la luna – forse venti – eppure tutto sembra senza limite.”

 

 

“Death is always on the way, but the fact that you don’t know when it will arrive seems to take away from the finiteness of life. It’s that terrible precision that we hate so much. But because we don’t know, we get to think of life as an inexhaustible well. Yet everything happens a certain number of times, and a very small number, really. How many more times will you remember a certain afternoon of your childhood, some afternoon that’s so deeply a part of your being that you can’t even conceive of your life without it? Perhaps four or five times more. Perhaps not even. How many more times will you watch the full moon rise? Perhaps twenty. And yet it all seems limitless.”

Paul Bowles, The Sheltering Sky

 

“How many more times will you remember a certain afternoon of your childhood, some afternoon that’s so deeply a part of your being that you can’t even conceive of your life without it? Perhaps four or five times more. Perhaps not even that. How many more times will you watch the full moon rise? Perhaps twenty. And yet it all seems limitless.”
Paul Bowles, The Sheltering Sky

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“The soul is the weariest part of the body.”

Paul Bowles, The Sheltering Sky

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A volte penso che questo sia il nostro vero errore: credere di avere tutto il tempo che vogliamo. Che il tempo in realtà non esista…

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Non siamo mai riusciti a immergerci nella vita fino in fondo. Ci teniamo aggrappati all’esterno delle cose… come se avessimo paura di cadere.

 

“the sky here’s very strange. I often have the sensation when I look at it that it’s a solid thing up there, protecting us from what’s behind . . . [from] nothing, I suppose. Just darkness. Absolute night.”

Paul Bowles, The Sheltering Sky

 

 

“[A]nother important difference between tourist and traveler is that the former accepts his own civilization without question; not so the traveler, who compares it with the others, and rejects those elements he finds not to his liking.”

Paul Bowles, The Sheltering Sky

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The golden age of Travel

In apertura, vi citerò alcuni brevissimi passaggi del libro di Melania Mazzucco, Lei così amata:
The golden age of travel

The golden age of travel

“Nell’autunno del 1933, Annemarie arrivò in oriente, col mezzo di trasporto più affascinante, un treno che le sembrò una versione ridotta dello Shanghai- Express: il Taurus Express. In realtà, quello vero partiva da Istanbul, e portava il nome meno esotico di Simplon-Express.” (Lei così amata, Melania Mazzucco)

New York to London

New York to London

“In the fall of 1933, Annemarie arrived in the east, with the means of transport most fascinating, a train that looked like a smaller version of the Shanghai-Express: the Taurus Express. In fact, the real one started from Istanbul, and bore the less exotic name “Simplon-Express”.”(Lei così amata, Melania Mazzucco)

Orient Express

Orient Express

“Dopo qualche giorno di treno scese a Istanbul. La Turchia aveva subito negli ultimi decenni tumultuoso Mutamenti: Era un paese ritrovato e stravolto, perfino nella lingua. […]. Istanbul, metà arcaica, metà moderna. metà occidentale, metà aliena, fu davvero la sua porta per l’Oltrespecchio, il suo ingresso nel 366° giorno dell’anno, nella dimensione sospesa, soprannaturale, di una vita al rovescio: la non vita. Ma in quel momento non lo sapeva ancora.” (Lei così amata, Melania Mazzucco)

Istanbul

Train station

“After a few days of train, Annemarie arrived to Istanbul. Turkey had suffered in recent decades tumultuous Changes: It was a country found and distorted, even in language. […]. Istanbul, half archaic, half modern, half western , half alien, it was really her door to the other dimension, entered the 366th day of the year, the suspended dimension, supernatural, of a life in reverse: the non-life. But at that moment she did not know it yet. ” (Lei così amata, Melania Mazzucco)

Orient Express

Orient Express

Alla fine del 1800, fu il treno il fondatore del turismo, il creatore dei viaggi, inizialmente riservati a pochi eletti ma non più a rari singoli.

La vicenda della “età d’oro dei viaggi in treno” comincia con l’Orient Express,  il cui concepimento non avvenne in Europa, bensì in America, negli Stati Uniti.

Lì, nel 1863, George Mortimer Pullman, stufo di viaggiare su treni scomodi, pensò di costruire il Pioner, un vagone “di nuova generazione”.

Travel in style

Travel in style

At the end of 1800, the train was the founder of tourism, the creator of travel, initially reserved for selected few, but no longer for a rare individual.

The story of the “golden age of rail travel” begins with the Orient Express, whose conception did not take place in Europe, but in the United States.
There, in 1863, George Mortimer Pullman, tired of traveling on uncomfortable trains, decided to build the Pioner, a wagon of “new generation”.

L’invenzione di Mr Pullman concedeva spazi in cui la notte i viaggiatori potessero stendersi. Frattanto, per volere del miliardario Cornelius Vanderbilt, re delle ferrovie Usa, tale Webster Wagner aveva dotato i treni di sleepings, letti  sistemati però disordinatamente nel vagone. Un lampo di genio e con l’approntamento di settori riservati al sonno Mr Pullman creò i Wagons Lits. Il collaudo non si tenne per un evento felice: nel 1865 Mrs Lincoln usò uno di questi nuovi vagoni per trasportare da Washington al Kentucky il corpo del marito assassinato.

Golden Arrow railway poster, c 1920s.

Golden Arrow railway poster, c 1920s.

Mr. Pullman’ invention was able to grant spaces where travelers could lie down at night.  Meanwhile, at the behest of millionaire Cornelius Vanderbilt, the king of U.S. railroads, the Webster Wagner had provided trains with sleepings, beds, had however confusedly arranged in the wagon.

A flash of genius with the preparation of reserved areas to sleep. Mr Pullman created the Wagons Lits. The start up did not take place for a happy event: in 1865, Mrs. Lincoln used one of these new cars to transport from Washington to Kentucky the body of her murdered husband.

Ben più felice fu comunque il futuro dei vagoni-letto. Il giovane ingegnere belga George Nagelmackers, si trovava a New York nella speranza di dimenticare le proprie pene d’amore e sperimentò in varie occasioni gli sleepings, dopodiché, guarito e tornato in Belgio,  migliorò l’invenzione di Mr Pullman creando veri e propri scompartimenti, sicuri e con fior di privacy per le signore.

...veri e propri scompartimenti, sicuri e con fior di privacy per le signore.

…veri e propri scompartimenti, sicuri e con fior di privacy per le signore.

Much happier, however, was the future of the wagon-lits. The young Belgian engineer George Nagelmackers, was in New York, hoping to forget his love troubles and experimented on several occasions the sleeping-wagons. Then, recovered from love pains and returned to Belgium, improved the invention of Mr Pullman by creating real and safe compartments , with the finest of privacy for the ladies.

Atlantic City poster

L’esordio dei Wagons Lits di Nagelmackers non entusiasmò ma sistemò tutto un ricco contratto sulla linea Parigi_Bruxelles, sponsorizzato dal sovrano belga (Leopoldo II, l’uomo più ricco del mondo: il Congo, appunto belga, fu sua proprietà personale). Era fatta. Ormai affermato, il 4 dicembre 1876 Nagelmackers creò a Bruxelles la Compagnie Internationale des Wagons Lits che alla fondazione disponeva già di 53 vagoni. E seguirono i Plus: la vettura-salone tra Parigi e Mentone, e il Wagon Restaurant tra Nizza e Marsiglia.

Cap d'Antibes

Cap d’Antibes

The onset of Wagons Lits of Nagelmackers was not enthusistic, but settled around a rich contract on the line Parigi-Bruxelles, sponsored by the Belgian king (Leopold II, the richest man in the world: Congo, Belgian fact, it was his personal property). It was done! Well established on December 4, 1876 in Brussels Nagelmackers created the Compagnie Internationale des Wagons Lit, the foundation already had 53 cars. That was followed by the Plus: the car-living between Paris and Menton, and the Wagon Restaurant between Nice and Marseille.

Vintage luggage

Vintage luggage